In un lavoro creativo parlare di regole mi sembra un controsenso, ma vi confidiamo un segreto: niente è senza regole, nulla funziona senza un modus operandi che veicola la comunicazione nel modo giusto. Vi elenchiamo le nostre personalissime 5 regole per costruire e pensare un buon messaggio pubblicitario. Non sappiamo se siano regole che possano definirsi universali, piuttosto sono quelle che cerchiamo di seguire ogni qualvolta si presenta un lavoro di advertising da basare su un messaggio testuale.

  1. Studio delle precedenti campagne e del know-how aziendale
    Sapere per chi lavoriamo, conoscere tutto cio che l’azienda committente ha prodotto è un passaggio, il primo, fondamentale per finalizzare il lavoro nella maniera piu coerente possibile.
  2. Originalità / creatività
    Nè visto nè sentito! è sempre piu difficile seguire questa regola, tutto sembra gia stato fatto, fin quanto non si accende la lampadina. Ogni immagine ogni parola puo suscitare uno stimolo che porta all’illuminazione, il web e le sue enormi “enciclopedie” sono una fonte ineguagliabile ma da usare con moderazione.
  3. Eufonia
    Una volta avuta l’idea che puo sembrarvi giusta è necessario finalizzarla nel modo migliore, è necessario, dunque, riuscire a produrre una head-line che abbia determinate caratteristiche. L’eufonia, ovvero l’effetto gradevole offerto dall’incontro di certi suoni e di certe parole, è una di queste. Un testo che garantisca chiarezza di lettura e facilità di pronuncia favorisce anche una pubblicità più forte e naturale: il passaparola.
  4. Coesistenza di piu significati
    Riuscire a formulare un’espressione o una perifrasi, magari anche ironica, che puo essere letta con piu significati, che lascia spazio e interpretazioni a diverse categorie di lettori/osservatori è sintomo di una pubblicità di qualità e dall’alto contenuto. esempio : “senza cuore saremmo solo macchine” Giulietta, alfa romeo, 2010.
    Ma attenzione la pubblicità non è un esercizio di stile, “il gioco” deve valere la candela e non puo valicare quello che è l’interesse aziendale.
  5. Fare l’interesse del cliente
    Abbiamo introdotto gia l’argomento nel punto precedente. Anteporre l’interesse del cliente, o meglio, seguire fedelmente quella che è la comunicazione aziendale è fondamentale. La pubblicità deve produrre un utile altrimenti scriveremmo libri o faremmo quadri o concorsi di fotografia.
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