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Oltre il Mito del Leader: Autenticità, Conoscenza e Condivisione

Oltre il Mito del Leader: Autenticità, Conoscenza e Condivisione

Recentemente, mi sono imbattuto in una riflessione di Julio Velasco che, sintetizzandola brutalmente, dice: un leader, un comunicatore, per apparire credibile deve trasmettere se stesso.

Questa frase ha risuonato profondamente in me, confermando una convinzione che ho sempre avuto. Ma, mi sono chiesto, è davvero sufficiente?

Ammetto di nutrire una certa diffidenza nei confronti dei cosiddetti guru della leadership che promettono trasformazioni miracolose con slogan accattivanti del tipo “Diventa leader in 4 ore”. La mia perplessità ha trovato ulteriore conferma un giorno, nella libreria dell’aeroporto di Malpensa, quando i miei occhi sono caduti su un libro dal titolo audace: “Diventa leader di te stesso!!!”. L’immagine di me stesso allo specchio, intento a cercare di imporre una nuova personalità autoritaria a un mio ipotetico subconscio, mi ha colto tra il divertito e l’irritato.

Questa visione ha però innescato una riflessione più profonda, stimolata dall’affermazione di Velasco: siamo davvero sicuri che ogni gruppo abbia bisogno di riconoscere un leader? E ancora, sono davvero necessarie o sufficienti delle prassi scientifiche e standardizzate per creare leadership efficace?

Arrivo a pensare che ciò che spesso viene etichettato come “leadership” non sia altro che conoscenza, reputazione, credibilità.

Forse, assistiamo semplicemente a un bisogno generazionale di rendere spettacolare il processo di leadership, senza coglierne l’essenza.

È importante non confondere il ruolo del leader con quello di chi prende decisioni. Nella mia esperienza, soprattutto nei gruppi di lavoro, ho osservato che la fiducia si deposita più nelle soluzioni proposte e nella visione condivisa che non nelle personalità di facciata. Un gruppo viene influenzato dalle idee quando queste si fondano su una base di conoscenza solida.

Da qui la mia convinzione: non è giusto, né utile, teorizzare astratti processi per “diventare leader”. Piuttosto, dovremmo concentrarci su un approccio che privilegia la comunicazione autentica, la trasparenza e la chiarezza. La vera sfida per un leader è rendere la propria visione accessibile e condivisa da tutti, essere sé stessi ma in funzione degli altri, conoscere per condividere.

In un’epoca in cui l’immagine del leader viene spesso ridotta a un cliché o a una formula magica, ricordiamo che la leadership autentica si costruisce sull’integrità, sulla condivisione di conoscenza e sull’abilità di ispirare attraverso la sincerità e la chiarezza.

È giunto il momento di riscoprire l’essenza della leadership, mettendo da parte gli stereotipi e le semplificazioni, per abbracciare un modello più genuino e inclusivo, dove essere se stessi diventa la chiave per un’autentica influenza positiva.

Lucio Gabrielli

C’è chi prima spara e poi prende la mira. Nella comunicazione questo è irresponsabilità. Perché nulla è più dannoso di uno sparo nella direzione sbagliata.

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